trecciato

Tutto quello che devi sapere: Il trecciato

E rieccomi ragazzi ad annoiarvi con un altro mio articolo tecnico… tranquilli cercheró di evitarvi in tutti i modi di addormentarvi leggendo! Bene oggi parliamo di trecciato una lenza di “nuova generazione” se confrontata alla lenca madre della quale bbaimo gía parlato in un altro articolo . ” ma che diamine di lenza é”?

Il materiale del trecciato

se qualcuno fosse alle prime armi e si stesse domandando qualcosa di simile rispondo immediatamente: Il trecciato é una lenza composta da piú fili di dyneema intrecciati tra di loro.

 

Per facilitarvi le idee pensiamo a una corda utilizzata in un qualsiasi porto marittimo. Come sicuramente abbiamo potuto osservare queste non sono composte da un unico filo, ma da piú fili intrecciati tra di loro, perché? La risposta sta in una proprietá stessa della treccia, la resistenza cresce moltissimo intrecciando tra di loro fili sottili dello stesso materiale e il trecciato utilizzando negli ultimi tempi nelle bobine del pescatore a spinning utilizza proprio questo principio.Prima cosa che abbiamo imparato é che i trecciati possiedono una grande resistenza meccanica.

Trecciato e resistenza: un piccolo aneddoto

A dimostrazione di ció, un giorno sono andato a pescare di “fretta e furia” per il poco tempo a disposizione, arrivo sul posto, monto la canna, e lego il moschettone, prendo la forbice…ahia.. la forbice! mi son dimenticato la forbice! bene. inizio a tagliare il trecciato in eccesso del nodo facendo frizione con uno scoglio, pratica barbara, che non consiglio a nessuno se non in caso di estrema necessitá. Morale della favola? veramente ma veramente difficile da lacerare! Altra caratteristica fondamentale del trecciato, derivante dalla prima citata, é la resistenza all’abrasione.

Attenzione al diametro del treciato

Dunque per ricapitolare stiamo parlando di una lenza con grande resistenza e un ridotto diametro, ma non facciamoci ingannare dal dato riportato sopra la bobina! Se infatti il trecciato é vendurto come 0,15-0,20 , il dato é misurato in fase di produzione con i fili “schiacciati” e per tanto non è lo stesso di quando peschiamo. La treccia berrá acqua e si gonfierá inevitabilmente, “occhio” dunque nel momento di scegliere la grandezza della treccia stessa! Uno 0,20 puó tranquillamente gonfiarsi in acqua fino ad avere un diametro di un 0,30 se non di piú!

Pregi e difetti del trecciato

Ma parlando ancora dei pregi della lenza, uno é sicuramente un ottimo alleato per gli amanti dello spinning, la pochissima memoria posseduta dai tracciati scongiura le maledette parrucche capaci di tirar fuori la famosa “pioggia di santi” ,se non sai cosa é la parrucca leggete il nostro articolo. Tuttavia, alcuni amici han comprato trecciati, li hanno imbobinati, sono andati a pesca e taaak! parrucca… La speigazione sta nel fatto della qualitá stessa del trecciato, non tutti i trecciati sono di buona qualitá e i peggiori possono riservarci brutte sorprese,attenti alla qualitá! Altro inconveniente é il costo elevato del filo cosí come la visibilitá dello stesso, molto piú visibile di una lenza madre classica. Vediamo dunque di riassumere i pregi e i difetti di tale lenza, vi prego non idatemi per l’elenco!

Ipregi:

  • Maggiore resistenza a parità di diametro di una lenza madre tradizionale di nylon
  • Assenza di memoria meccanica.
  • Se di buona qualità si imparrucca poco.
  • Maggiore sensibilità e prontezza sulla ferrata
  • Ottima durata e mantenimento delle caratteristiche nel tempo.

Vorrei fare un cenno sulla rigiditá del filo, ragazzi attenzione con le canne da spinning utilizzate! Il trecciato é infatti  una lenza rigida e consiglio ( non é una regola!) di abbinarlo con canne morbide. Un filo rigido ci offre una grande manovrabilitá dell’artificiale, anche sulle lunghe distanze, ed una maggiore sensibilitá dall’altro lato però se abbinato con canne rigide, l’artificiale potrebbe assumere movimenti troppo nervosi e innaturali specie sulle “jerkate”. Suggerisco di trovare il giusto compromesso.

i difetti:

  • Il trecciato ha visibilità maggiore, il che rende spesso necessario un terminale in nylon o fluorocarbon.
  • Il costo è ancora elevato.
  • Meglio se si dispone di mulinelli tipo nuovo con spire incrociate.
Quale scegliere

Per terminare ragazzi, le marche sono sempre le famose Tubertini,Shimano e la giapponese duel. Suggerisco di dare una occhiata sempre ad amazon  per eventuali  offerte visto che il trecciato rimane, al momento, una lenza cara! Ancora una volta non vi diró quando dovete utilizzarlo,quale marca e come. invito il lettore a sperimentare e a trovare la sua giusta misura, il giusto compromesso tra canna e lenza, fondamentale per una piacevole uscita di pesca a spinning.

fluorocarbon

Tutto quello che devi sapere: il Fluorocarbon

“Fluorocarbon? Che diavoleria è questa?” In questo articolo rispondo agli utenti afflitti da questa domanda! La volta scorsa ho scritto un articolo su la lenza madre rivolto soprattutto ai neofiti promettendo altri due articoli: uno sul fluorocarbon e l’altro sul trecciato. Oggi dunque parliamo di fluorocarbon! Il fluorocarbon  ha origini giapponesi e veniva inizialmente impiegato negli anni 80 nel settore della pesca per la costruzione di reti.

Fluorocarbon…proprietá del fluoro

Come ci suggerisce la parola, la lenza in fluorocarbon ha composizione chimica sia di fluoro che di carbonio due elementi con determinate caratteristiche chimiche e fisiche.  Vediamo dunque  le principali proprietà

del fluoro:

  • Bassa visibilità, ciò è dovuto al fatto che le molecole di fluoronon rifraggono la luce, ragazzi niente paura, in poche parole non la “specchiano” ma, al contrario, la assorbono facendola passare dentro il filo stesso e, come se non fosse abbastanza, la misura con la quale possiedono questa capacità(indice rifrazione)è pressoché lo stesso dell’acqua
  • Sensibilità: le molecole di fluoro trasmettono meglio la energia, dunque abbiamo più sensibilità in canna
  • Resistenza all’acqua, o come la chiamano gli inglesi “Waterproof”, in poche parole, non assorbe acqua. Eh si! Può sembrare incredibile ma il monofilo classico tende ad assorbire una quantità d’acqua e dunque ha la solita resistenza alla rottura sia fuori che in acqua.
  • Peso specifico maggiore, in parole povere una lenza più pesante del monofilo classico

Fluorocarbon…proprietà del carbonio

Ok, con questo brutto elenco ne avete giá abbastanza! Ora la parte del carbonio…mi rifiuto di rifare un noioso elenco come sopra! Il carbonio è utilizzato per fare gli acciai, acciaio = ferro+ carbonio(una piccola percentuale) e sapete perché? La sua caratteristica fondamentale è la resistenza! Chi utilizza il fluorocarbon sa benissimo che l’abrasione contro gli scogli, per esempio, è di gran lunga minore!

Come utilizzarlo

Ora abbiamo il “quadro generale” del filo: sará una lenza con bassa visibilità, quasi trasparente, molto sensibile, “non beve” preservando cosí la sua resistenza, più pesante dunque efficace in fase di lancio. Coloro che ritengono sia solo una trovata commerciale, sono smentiti dai fatti. Tuttavia il detto ” non è tutto oro quel che luccica” vale anche in questo caso, non é una lenza economica e per di più ha lo svantaggio di essere un pó rigida. “E allora cosa ce ne facciamo, come possiamo utilizzarla”? La risposta di molti e anche la mia, é nei finali! Vi ho spiegato nell’articolo ” lenza madre”(LINK ARTICOLO) che qualora praticassimo spinning leggero, un trucco da adottare è adoperare una lenza più grande del necessario al fine di avere una maggiore capacità di lancio. Il finale é indispensabile qualora si utilizzi una lenza madre di generose dimensioni, e quale finale migliore se non uno in fluorocarbon?

Quale scegliere

Le marche sono numerose tra le più riconosciute: Tudertini, Start e Maver i costi variano soprattutto in funzione del prestigio della marca stessa. Per queste piccole cose, vi consiglio di dare un occhio Amazon dove potete risparmiare qualche soldo. In definitiva non esiste un filo “buono” o “brutto”. Non posso dire “compra questo” o “compra quello”. Ogni filo ha la sua storia, il suo perchè, la sua vita. Il mio consiglio è di comprare quattro o cinque fluorocarbon di misure differenti. Testateli e valutate personalmente il filo senza ascoltare la propaganda commerciale o  degli amici di pesca sarete voi stessi a scegliere la lenza che ” fa per voi”. Ci rivediamo nell’ultimo articolo sul trecciato, ciaoo!

lenza_madre

Tutto quello che devi sapere: La lenza madre

ARTICOLO PER NEOFITI

Che cosa è la lenza madre? Che cosa è il trecciato? E il finale? Mi auguro che gran parte dei lettori sappia cosa sia una lenza madre o un finale, nomi assai usati in qualsiasi tecnica di pesca. Se non avete la più pallida idea di cosa sto parlando, non preoccupatevi. Leggendo l’ articolo capirete tutto nel dettaglio. La lenza madre è la  lenza imbobinata (” avvolta”) nel nostro mulinello che, come sappiamo, dovrà essere delle giuste dimensioni in funzione della nostra attrezzatura (a tal proposito ti invito a scaricare e leggere il mio ebook gratis). Dunque abbiamo giá imparato una cosa: dobbiamo avere la giusta lenza e il giusto mulinello. Ora andiamo più nel dettaglio, osserviamo una qualsiasi bobina di lenza, possiamo notare alcuni dati:

 

I dati sulla Bobina della Lenza Madre

Che cosa sono? Iniziamo a dire, in maniera logica e intuitiva, che il primo numero in basso  (1000 m) rappresenta la lunghezza, quello in alto a (0,25 mm) il diametro (volgarmente chiamato spessore) e in ultimo un dato in [Kg] o [Lb] rappresentante il carico di rottura del filo. Il carico di rottura, deve essere visto come “la capacità della lenza di resistere a un certo peso/forza”. Ora sorgerà spontanea la domanda: ” ah perfetto, non ci sono problemi, lenza da  10kg e tiro su una leccia da nove kg” No,  sbagliato, non dobbiamo assimilare il carico di rottura con la grandezza del predatore! Infatti, “forzando” il recupero di un pesce da tre[kg] la lenza può facilmente collassare e rompersi, il peso del pesce si somma con la forza sprigionata da “codate” e “testate” attenzione dunque a usare diametri eccessivamente piccoli!

Attenzione alla memoria della lenza!

Torniamo a noi e analizziamo altre caratteristiche quali, per esempio, la memoria. Non abbiate paura, non è niente di strano, si tratta semplicemente della capacità di una lenza di mantenere una determinata forma. Per pescare a spinning dobbiamo procurarci lenze con poca memoria! La base dello spinning è il lancio e il recupero, la lenza è estremamente sollecitata e qualora possieda memoriaa ssume la forma a spirale della bobina. In fase di “sbobina mento” tutto ciò può provocare fastidiosissime “parrucche”.

parrucca

 

Soluzioni per parruche inestricabili

Bello spettacolo vero? Bhe. Forse per voi, quando capita una “sopresina” come questa non è raro assistere a una “pioggia di santi” e imprecazioni varie del povero pescatore. Le parrucche sono davvero fastidiosissime e alle volte inestricabili, in quest’ultimo caso ci sono due soluzioni:

  1.  Tagliare il filo e buttare la parte eccedente fino al nostro artificiale
  2. Isolare la parrucca, tagliarla agli estremi e infine fare un  nodo del sangue

Un piccolo trucco

Per concludere, vorrei parlare del “peso” della lenza. Eh si! Benché sembri priva di peso non la é. Il peso della lenza gioca un ruolo abbastanza importante nella pesca a spinning leggero. Supponiamo di utilizzare esche siliconiche di piccole dimensioni e di pescare inshore (dalla costa), il nostro raggio di azione sará abbastanza limitato visto il peso ridotto dell’esca. Un piccolo trucco è imbobinare il mulinello con lenza abbastanza grande  0,27-0,30 aumentando dunque il peso durante la fase di lancio. Esempio perfetto di questa strategia è la pesca a mosca e la sua voluminosa lenza chiamata “coda di topo”. Se stiamo insidiando pesci molto diffidenti come può essere la spigola, allora possiamo utilizzare un finale dello 0,18-0,20 [mm] lungo 1-1,5[m] e legato con un nodo del sangue.

Quale scegliere

Le migliori marche sono senza dubbio la Tubertini, la Colmic, la Daiwa e altre, il prezzo varia a seconda della marca e potete cercare qualche buona offerta su .Non vi nascondo che ho pescato anche con “lenzacce ” senza riscontrare alcun tipo di problema. Decisamente importante la manutenzione della lenza: è buona norma lavarla con acqua dolce dopo la pesca togliendo così la corrosiva salsedine. È buona abitudine cambiare la lenza dopo sei mesi o un anno di pesca! Se volete saperne di più a proposito di lenze, leggete questi due articoli: fluorocarbon  e  trecciato.  Nei prossimi articoli approfondiremo vari aspetti e materiali non vi resta che seguirci!

 

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Spigole in foce

Tempo sereno, mare calmo, vento assente, decido di andare a pescare. Esco convinto di poter insidiare qualche buon pesce serra  (Anchova, in Spagnolo),spesso cacciano con frenesia in giornate calde come questa. Armo la mia Smith DragonBait 740 e il mio amato mulinello Shimano TwinPower  imbobinato con  Daiwa XBraid 30lb , prendo la mia tracolla con le mie scatole trasparenti “porta artificiali” ed esco, Via! Lo spot scelto é la foce di un fiume, decido di raggiungerla in barca con un amico.

Lo spot

Lo spot di pesca é caratterizzato da due canaloni sul fondo scavati dalla corrente stessa del fiume. Accendiamo il motore e andiamo! Giunto sul posto noto subito la presenza di alcuni latterini che saltano all’impazzata, bingo! C’é qualche predatore! Monto un popper di 10[cm] capace d’insidiare i serra a galla, effettuo lanci a 360 gradi sondando con l’attrezzatura leggera tutto il canale, ma niente da fare, nessuna cacciata. Un poco sorpreso cambio l’artificiale, scelgo il fantastico needle costruito da Ale, soluzione giusta per “tirare su” qualche bel serra. Lancio e recupero a 360 gradi “jerkando” in maniera tale da fare scodare l’artificiale, niente neanche questa volta! Inizio un pó a demoralizzarmi, eppure il predatore c’è, ne sono sicuro. Basta! Provo con un’altra esca artificiale capace di pescare ad altra profondità. Considerata l’acqua un poco torbida dovuto a una precedente giornata di pioggia, scelgo un colore sgargiante che possa richiamare anche il pesce serra piú timido. Apro la mia scatola trasparente e opto per un artificiale giallo autocostruito da Ale.

Arriva la spigola

Un lancio, due lanci, tre lanci,  ancora niente…improvvisamente, aspetta! Vedo un’altra volta saltare i latterini, non esito, recupero immediatamente il trecciato e lancio un poco più in là del banco, recupero a media velocità con jerkate sicure, ancora niente… rilancio, insisto nel solito punto, questa volta la canna si piega! Abbasso immediatamente la canna per evitare di slamarlo nei suoi  salti che é solito fare, nessun salto! Aspetta un attimo! Ma sarà una serra? Il pesce non è grande e dopo un poco di lotta è stanco, recupero e vedo una bellissima livrea argento, non ci sono dubbi: è una bellissima spigola di modeste dimensioni capace di regalarmi un’altra grande emozione. Le condizioni meteo non sono di certo quelle adeguate per insidiare la spigola ma, vista la presenza di bassa marea, probabilmente si sono attivate ecco spiegati i latterini, niente pesci serra ma  bensí spigole! Wow!

Altra spigola!? …quasi

Non c’è tempo da perdere, slamo la spigola e la libero, effettuo altro lancio, un altro e un altro ancora e baaam! Altra “botta” sulla canna ma non allamo il predatore. Purtroppo viene la ora di ritornare a casa , tolgo l’artificiale dal mio moschettone, ripongo tutto nelle mie cassette, si accende il motore e si va! Per oggi è tutto, ma solo per oggi! seguitemi nelle altre uscite e ne vedrete delle belle.