Boga_Grip_Spinning_Mare

Boga Grip: che cos’è e come utilizzarlo

Il Boga Grip: che diamine significa? Che cosa è? Bene se non sapete minimamente cosa sia un boga siete nel posto giusto! Ora vedremo insieme che cosa è questo strumento, quali sono le sue componenti fondamenti e come utilizzarlo. IL boga è quella sorta di “bastone” dotato di 2 pinze che utilizzano molti pescatori.

Catch & Release

Ma a cosa serve?  Il Catch and Release o anche scritto C&R è una pratica che ha l’obiettivo di catturare  e liberarla immediatamente la preda recandole il minor danno possibile. Tale pratica non è solo estremamente rispettuosa ma anche utilizzata in alcuni casi per etichettare e vigilare alcune specie ittiche. Il boga è apliamente utilizzato nel C&R dunque è senza dubbio uno strumento utile. Analizziamolo nel dettaglio partendo dall’alto.

Il Manico

Il Boga è dotato di un manico, spesso ricoperto da materiale anti-sdrucciolo in maniera tale da poter essere utilizzato con acqua o umiditá. Con una buona presa non corriamo il rischio di perderlo inoltre è dotato di un cordino con il quale possiamo assicurarlo al polso.

Meccanisco Centrale

Scendendo c’è un meccanismo a leva rappresentato da un disco. Il disco è connesso con una molla alle ganasce. Sará questo il punto di azione del Boga Grip: se tiriamo il disco verso l’alto le ganasce in basso si apriranno se lo lasciamo si chiuderanno.

Le Pinze

All’estremitá troviamo le gansce, due pinze che vanno a chiudersi sulla bocca del pesce e possono essere metalliche o di altri materiali. Sono pivotali o , in altre parole, ruotano a 360 gradi in maniera tale da assecondare i movimenti del pesce e recargli cosí il minor danno possibile.

L’uso corretto del Boga Grip

Ma l’uso del Boga Grip siamo sicuri non ferisca il pesce? Questa è la domanda di molti, ed è anche la piú difficile a cui rispondere! Come per tutte le cose il buon senso non guasta mai! Potrà giovare alla salute del pesce un sollevamento in verticale dello stesso? Bhe.. la risposta è ovvia, NO. Molti pescatori lo utilizzano in quest’ultima modalità per farsi “la foto” in tal caso è solo utile per proteggiersi da qualche dentatura possente ( vedi Barracuda o Pesce Serra) ma non per altro! Buona norma può invece essere il recupero manuale della lenza degli ultimi 2 metri ed utilizzare il Boga con la preda ancora in acqua al fine di slamarla. Se proprio non resistiamo e vogliamo fare una foto con il pesce, prendetelo! Bagnatevi prima le mani, aiutatevi con il Boga ,tiratelo su, slamatelo e liberatelo il prima possibile!

Livrea Hardbait spinning

Le livree delle HardBait: Che colore scegliere?

Per chi fosse “alle prime armi” nella pesca a spinning la parola HardBait (esca dura) si riferisce a tutte quelle esche  solide e dure escludiamo dunque in questo articolo vermi siliconici e quant’altro che fanno parte di un’altra famiglia.

Il famoso “Testa-Rossa”

” Il testa rossa è il migliore” Quante volte abbiamo sentito  questa affermazione, soprattutto negli anni passati! Ma siamo veramente sicuri sia corretta? Sicuramente il testa- rossa è un valido artificiale si usa ancora ma certamente in misura inferiore rispetto ad anni passati. Che cosa è successo?! I nostri predatori hanno cambiato gusti? Si sono stancati di questa fantasiosa imitazione? Certamente no!

La pesca a spinning è una tecnica in continua evoluzione e con essa gli artificiali che si adoperano! Esiste inoltre una forte componente commerciali, vedremo dunque in questo articolo di affrontare in maniera generale le colorazioni degli artificiali per poi entrare nel dettaglio in un secondo articolo.

Le preferenze alimentari

I predatori, come noi, hanno preferenze alimentari salvo casi di estrema necessità dove si mangerebbero anche una scarpa! Questa supposizione può essere facilmente verificata trainando col vivo: traini in una zona ricca di Pesci Serra con una occhiata e non ricevi una “Partenza” traini con una aguglia( Needle) , tempo di metterla in acqua che già senti la frizione del mulinello cantare! Dunque quello che possiamo affermare con certezza è che ogni specie ha le sue preferenze alimentari. Questo sarà il punto di partenza del buon pescatore a spinning! Una volta individuate le possibili prede dovremmo concentrarci sugli artificiali, la dimensione e il colore. Qui entrano in gioco le livree, c’è chi sostiene che pescare con una esca con livrea naturale sia meglio che pescare con una esca con colorazioni sgargianti. Io vi confesso che appartengo a quella categoria di pescatori a spinning che preferiscono colorazioni del tutto naturali, tuttavia ho visto palesemente che determinati giorni catturano molto di piú  esche con colori fluo! Che cosa c’è di naturale in un colore fluo!? Bhe… niente!

Gli artificiali fluo e la luminositá!

Senza entrare troppo nel merito del potere visivo dei pesci, di sicuro un’acqua limpida agevola una miglior visione dell’artificiale. In questi casi la livrea sará preferibilmente naturale. In caso contrario, per esempio pescando nelle foci di fiumi, ho riscontrato efficacia nell’utilizzo di colorazioni fluo.

Altro fattore di estrema importanza è la luminositá. Il riflesso dei raggi del sole sul nostro artificiale sará più o meno accentutato a seconda delle condizioni meteo. Dal riflesso dei raggi del sole sul nostro artificiale scaturiscono segnali luminosi capaci di richiamare il predatore. Abbiamo già detto che un’acqua limpida accentua la visibilitá del nostro artificiale ma qualora non si disponesse di questa condzione si può giocare con il riflesso e giochi luminosi. In acque torbide o poco cristalline risultano efficaci artificiali dalle livree altamente riflettenti, bianchi o fluo. Il pescatore non giocherá sulla riproduzione perfetta della livrea della preda ma sul “richiamare” il predatore con riflessi e colori forti capaci di scaturire l’istinto predatorio

Piccola considerazione finale

Per terminare possiamo affermare che la scelta della livrea non è riconducibile a nessuna legge fissa o buona norma. La colorazione va in funzione dello spot di pesca cosí come delle condizioni meteo-marine sole, nuvole, acqua torbida o limpida

 

 

trecciato

Tutto quello che devi sapere: Il trecciato

E rieccomi ragazzi ad annoiarvi con un altro mio articolo tecnico… tranquilli cercheró di evitarvi in tutti i modi di addormentarvi leggendo! Bene oggi parliamo di trecciato una lenza di “nuova generazione” se confrontata alla lenca madre della quale bbaimo gía parlato in un altro articolo . ” ma che diamine di lenza é”?

Il materiale del trecciato

se qualcuno fosse alle prime armi e si stesse domandando qualcosa di simile rispondo immediatamente: Il trecciato é una lenza composta da piú fili di dyneema intrecciati tra di loro.

 

Per facilitarvi le idee pensiamo a una corda utilizzata in un qualsiasi porto marittimo. Come sicuramente abbiamo potuto osservare queste non sono composte da un unico filo, ma da piú fili intrecciati tra di loro, perché? La risposta sta in una proprietá stessa della treccia, la resistenza cresce moltissimo intrecciando tra di loro fili sottili dello stesso materiale e il trecciato utilizzando negli ultimi tempi nelle bobine del pescatore a spinning utilizza proprio questo principio.Prima cosa che abbiamo imparato é che i trecciati possiedono una grande resistenza meccanica.

Trecciato e resistenza: un piccolo aneddoto

A dimostrazione di ció, un giorno sono andato a pescare di “fretta e furia” per il poco tempo a disposizione, arrivo sul posto, monto la canna, e lego il moschettone, prendo la forbice…ahia.. la forbice! mi son dimenticato la forbice! bene. inizio a tagliare il trecciato in eccesso del nodo facendo frizione con uno scoglio, pratica barbara, che non consiglio a nessuno se non in caso di estrema necessitá. Morale della favola? veramente ma veramente difficile da lacerare! Altra caratteristica fondamentale del trecciato, derivante dalla prima citata, é la resistenza all’abrasione.

Attenzione al diametro del treciato

Dunque per ricapitolare stiamo parlando di una lenza con grande resistenza e un ridotto diametro, ma non facciamoci ingannare dal dato riportato sopra la bobina! Se infatti il trecciato é vendurto come 0,15-0,20 , il dato é misurato in fase di produzione con i fili “schiacciati” e per tanto non è lo stesso di quando peschiamo. La treccia berrá acqua e si gonfierá inevitabilmente, “occhio” dunque nel momento di scegliere la grandezza della treccia stessa! Uno 0,20 puó tranquillamente gonfiarsi in acqua fino ad avere un diametro di un 0,30 se non di piú!

Pregi e difetti del trecciato

Ma parlando ancora dei pregi della lenza, uno é sicuramente un ottimo alleato per gli amanti dello spinning, la pochissima memoria posseduta dai tracciati scongiura le maledette parrucche capaci di tirar fuori la famosa “pioggia di santi” ,se non sai cosa é la parrucca leggete il nostro articolo. Tuttavia, alcuni amici han comprato trecciati, li hanno imbobinati, sono andati a pesca e taaak! parrucca… La speigazione sta nel fatto della qualitá stessa del trecciato, non tutti i trecciati sono di buona qualitá e i peggiori possono riservarci brutte sorprese,attenti alla qualitá! Altro inconveniente é il costo elevato del filo cosí come la visibilitá dello stesso, molto piú visibile di una lenza madre classica. Vediamo dunque di riassumere i pregi e i difetti di tale lenza, vi prego non idatemi per l’elenco!

Ipregi:

  • Maggiore resistenza a parità di diametro di una lenza madre tradizionale di nylon
  • Assenza di memoria meccanica.
  • Se di buona qualità si imparrucca poco.
  • Maggiore sensibilità e prontezza sulla ferrata
  • Ottima durata e mantenimento delle caratteristiche nel tempo.

Vorrei fare un cenno sulla rigiditá del filo, ragazzi attenzione con le canne da spinning utilizzate! Il trecciato é infatti  una lenza rigida e consiglio ( non é una regola!) di abbinarlo con canne morbide. Un filo rigido ci offre una grande manovrabilitá dell’artificiale, anche sulle lunghe distanze, ed una maggiore sensibilitá dall’altro lato però se abbinato con canne rigide, l’artificiale potrebbe assumere movimenti troppo nervosi e innaturali specie sulle “jerkate”. Suggerisco di trovare il giusto compromesso.

i difetti:

  • Il trecciato ha visibilità maggiore, il che rende spesso necessario un terminale in nylon o fluorocarbon.
  • Il costo è ancora elevato.
  • Meglio se si dispone di mulinelli tipo nuovo con spire incrociate.
Quale scegliere

Per terminare ragazzi, le marche sono sempre le famose Tubertini,Shimano e la giapponese duel. Suggerisco di dare una occhiata sempre ad amazon  per eventuali  offerte visto che il trecciato rimane, al momento, una lenza cara! Ancora una volta non vi diró quando dovete utilizzarlo,quale marca e come. invito il lettore a sperimentare e a trovare la sua giusta misura, il giusto compromesso tra canna e lenza, fondamentale per una piacevole uscita di pesca a spinning.

fluorocarbon

Tutto quello che devi sapere: il Fluorocarbon

“Fluorocarbon? Che diavoleria è questa?” In questo articolo rispondo agli utenti afflitti da questa domanda! La volta scorsa ho scritto un articolo su la lenza madre rivolto soprattutto ai neofiti promettendo altri due articoli: uno sul fluorocarbon e l’altro sul trecciato. Oggi dunque parliamo di fluorocarbon! Il fluorocarbon  ha origini giapponesi e veniva inizialmente impiegato negli anni 80 nel settore della pesca per la costruzione di reti.

Fluorocarbon…proprietá del fluoro

Come ci suggerisce la parola, la lenza in fluorocarbon ha composizione chimica sia di fluoro che di carbonio due elementi con determinate caratteristiche chimiche e fisiche.  Vediamo dunque  le principali proprietà

del fluoro:

  • Bassa visibilità, ciò è dovuto al fatto che le molecole di fluoronon rifraggono la luce, ragazzi niente paura, in poche parole non la “specchiano” ma, al contrario, la assorbono facendola passare dentro il filo stesso e, come se non fosse abbastanza, la misura con la quale possiedono questa capacità(indice rifrazione)è pressoché lo stesso dell’acqua
  • Sensibilità: le molecole di fluoro trasmettono meglio la energia, dunque abbiamo più sensibilità in canna
  • Resistenza all’acqua, o come la chiamano gli inglesi “Waterproof”, in poche parole, non assorbe acqua. Eh si! Può sembrare incredibile ma il monofilo classico tende ad assorbire una quantità d’acqua e dunque ha la solita resistenza alla rottura sia fuori che in acqua.
  • Peso specifico maggiore, in parole povere una lenza più pesante del monofilo classico

Fluorocarbon…proprietà del carbonio

Ok, con questo brutto elenco ne avete giá abbastanza! Ora la parte del carbonio…mi rifiuto di rifare un noioso elenco come sopra! Il carbonio è utilizzato per fare gli acciai, acciaio = ferro+ carbonio(una piccola percentuale) e sapete perché? La sua caratteristica fondamentale è la resistenza! Chi utilizza il fluorocarbon sa benissimo che l’abrasione contro gli scogli, per esempio, è di gran lunga minore!

Come utilizzarlo

Ora abbiamo il “quadro generale” del filo: sará una lenza con bassa visibilità, quasi trasparente, molto sensibile, “non beve” preservando cosí la sua resistenza, più pesante dunque efficace in fase di lancio. Coloro che ritengono sia solo una trovata commerciale, sono smentiti dai fatti. Tuttavia il detto ” non è tutto oro quel che luccica” vale anche in questo caso, non é una lenza economica e per di più ha lo svantaggio di essere un pó rigida. “E allora cosa ce ne facciamo, come possiamo utilizzarla”? La risposta di molti e anche la mia, é nei finali! Vi ho spiegato nell’articolo ” lenza madre”(LINK ARTICOLO) che qualora praticassimo spinning leggero, un trucco da adottare è adoperare una lenza più grande del necessario al fine di avere una maggiore capacità di lancio. Il finale é indispensabile qualora si utilizzi una lenza madre di generose dimensioni, e quale finale migliore se non uno in fluorocarbon?

Quale scegliere

Le marche sono numerose tra le più riconosciute: Tudertini, Start e Maver i costi variano soprattutto in funzione del prestigio della marca stessa. Per queste piccole cose, vi consiglio di dare un occhio Amazon dove potete risparmiare qualche soldo. In definitiva non esiste un filo “buono” o “brutto”. Non posso dire “compra questo” o “compra quello”. Ogni filo ha la sua storia, il suo perchè, la sua vita. Il mio consiglio è di comprare quattro o cinque fluorocarbon di misure differenti. Testateli e valutate personalmente il filo senza ascoltare la propaganda commerciale o  degli amici di pesca sarete voi stessi a scegliere la lenza che ” fa per voi”. Ci rivediamo nell’ultimo articolo sul trecciato, ciaoo!

lenza_madre

Tutto quello che devi sapere: La lenza madre

ARTICOLO PER NEOFITI

Che cosa è la lenza madre? Che cosa è il trecciato? E il finale? Mi auguro che gran parte dei lettori sappia cosa sia una lenza madre o un finale, nomi assai usati in qualsiasi tecnica di pesca. Se non avete la più pallida idea di cosa sto parlando, non preoccupatevi. Leggendo l’ articolo capirete tutto nel dettaglio. La lenza madre è la  lenza imbobinata (” avvolta”) nel nostro mulinello che, come sappiamo, dovrà essere delle giuste dimensioni in funzione della nostra attrezzatura (a tal proposito ti invito a scaricare e leggere il mio ebook gratis). Dunque abbiamo giá imparato una cosa: dobbiamo avere la giusta lenza e il giusto mulinello. Ora andiamo più nel dettaglio, osserviamo una qualsiasi bobina di lenza, possiamo notare alcuni dati:

 

I dati sulla Bobina della Lenza Madre

Che cosa sono? Iniziamo a dire, in maniera logica e intuitiva, che il primo numero in basso  (1000 m) rappresenta la lunghezza, quello in alto a (0,25 mm) il diametro (volgarmente chiamato spessore) e in ultimo un dato in [Kg] o [Lb] rappresentante il carico di rottura del filo. Il carico di rottura, deve essere visto come “la capacità della lenza di resistere a un certo peso/forza”. Ora sorgerà spontanea la domanda: ” ah perfetto, non ci sono problemi, lenza da  10kg e tiro su una leccia da nove kg” No,  sbagliato, non dobbiamo assimilare il carico di rottura con la grandezza del predatore! Infatti, “forzando” il recupero di un pesce da tre[kg] la lenza può facilmente collassare e rompersi, il peso del pesce si somma con la forza sprigionata da “codate” e “testate” attenzione dunque a usare diametri eccessivamente piccoli!

Attenzione alla memoria della lenza!

Torniamo a noi e analizziamo altre caratteristiche quali, per esempio, la memoria. Non abbiate paura, non è niente di strano, si tratta semplicemente della capacità di una lenza di mantenere una determinata forma. Per pescare a spinning dobbiamo procurarci lenze con poca memoria! La base dello spinning è il lancio e il recupero, la lenza è estremamente sollecitata e qualora possieda memoriaa ssume la forma a spirale della bobina. In fase di “sbobina mento” tutto ciò può provocare fastidiosissime “parrucche”.

parrucca

 

Soluzioni per parruche inestricabili

Bello spettacolo vero? Bhe. Forse per voi, quando capita una “sopresina” come questa non è raro assistere a una “pioggia di santi” e imprecazioni varie del povero pescatore. Le parrucche sono davvero fastidiosissime e alle volte inestricabili, in quest’ultimo caso ci sono due soluzioni:

  1.  Tagliare il filo e buttare la parte eccedente fino al nostro artificiale
  2. Isolare la parrucca, tagliarla agli estremi e infine fare un  nodo del sangue

Un piccolo trucco

Per concludere, vorrei parlare del “peso” della lenza. Eh si! Benché sembri priva di peso non la é. Il peso della lenza gioca un ruolo abbastanza importante nella pesca a spinning leggero. Supponiamo di utilizzare esche siliconiche di piccole dimensioni e di pescare inshore (dalla costa), il nostro raggio di azione sará abbastanza limitato visto il peso ridotto dell’esca. Un piccolo trucco è imbobinare il mulinello con lenza abbastanza grande  0,27-0,30 aumentando dunque il peso durante la fase di lancio. Esempio perfetto di questa strategia è la pesca a mosca e la sua voluminosa lenza chiamata “coda di topo”. Se stiamo insidiando pesci molto diffidenti come può essere la spigola, allora possiamo utilizzare un finale dello 0,18-0,20 [mm] lungo 1-1,5[m] e legato con un nodo del sangue.

Quale scegliere

Le migliori marche sono senza dubbio la Tubertini, la Colmic, la Daiwa e altre, il prezzo varia a seconda della marca e potete cercare qualche buona offerta su .Non vi nascondo che ho pescato anche con “lenzacce ” senza riscontrare alcun tipo di problema. Decisamente importante la manutenzione della lenza: è buona norma lavarla con acqua dolce dopo la pesca togliendo così la corrosiva salsedine. È buona abitudine cambiare la lenza dopo sei mesi o un anno di pesca! Se volete saperne di più a proposito di lenze, leggete questi due articoli: fluorocarbon  e  trecciato.  Nei prossimi articoli approfondiremo vari aspetti e materiali non vi resta che seguirci!