UNA SERATA CON IL POWER CRAB MARUKYU

Articolo di: Arnaldo Mangolini

Foto: Arnaldo Mangolini

La primavera è agli sgoccioli e inizia a cedere il passo all’estate, finalmente possiamo goderci qualche ora di pesca in prima serata a base di “LIGHT ROCK”.

La serata scelta è stellata, la temperatura piacevole che obbliga solo a un wind-stopper a causa di u po’ di umidità,

una leggera brezza profumata arriva dal mare mi sento ispirato e molto fiducioso cosi prendo il marsupio con un minimo di attrezzatura e mi dirigo al porto.

VERSO LO SPOT DI PESCA

Arrivato sulla banchina prendo uno spezzone di circa due metri di fluorocarbon dello 0.19 e con un nodo albright lo collego al trecciato che ho caricato nella bobina del mulinello un nodo molto semplice veloce e dall’ottima tenuta.

Apro la scatolina delle jig-head do un’occhiata e ne scelgo una classica a pallina da tre grammi e mezzo a gambo medio e con un gap abbastanza pronunciato e la lego velocemente al finale .

QUALE ARTIFICIALE SCELGO?

Ora tocca alla scelta dell’esca solitamente i questo periodo sono abituato ad utilizzare delle piccole creature.

Cercando nel marsupio la mia attenzione cadde su una bustina molto particolare si tratta di alcuni GRANCHIETTI di casa Marukyu che gia in passato mi regalarono belle catture

fiducioso e guidato dall’istinto ne innesco uno e inizio a lanciare.

Le prime tocche non ci mettono molto a farsi sentire purtroppo le ferrate vanno a vuoto per un po’ perché non si tratta di pinnuti ma di piccole seppie che in prossimità del fondale erano state ammaliate dai movimenti molto realistici e dalle vibrazioni che quest’esca è in grado di creare con zampette e chele.

Mollare?! MAI!

Continuo a insistere il presentimento è buono… cambio approccio inizialmente pescavo in verticale molto attaccato alla banchina in un punto dove non ci sono barche.

Mi sposto e vado in un punto che conosco molto bene con fondale frastagliato ricco di alghe e rocce e inizio a lanciare sotto l’ombra delle barche ormeggiate.

D’un tratto cala un silenzio quasi surreale rotto solo dallo stridio delle cime delle barche che si tendono col dondolio degli scafi.

Finalmente ci siamo!

Uno stop deciso sull’esca mi avverte di una mangiata, ferro deciso il pesce!

C’è stavolta, non è una seppia, il pesce dopo un paio di tentativi di cercare rifugio sul fondale viene in superficie con la caratteristica bocca bianca aperta una bella spigoletta  una preda stupenda  ormai esausta la guadino una veloce foto ricordo e via di nuovo libera verso il fondale.

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Foto di: Arnaldo Mangolini

ANCORA UN ALTRO SPOT..

Mi sposto ancora stavolta scelgo un punto dove l’acqua è decisamente piu bassa il fondale sempre ricco di ostacoli e tane stavolta il targhet è lo scorfano il RE a parer mio di questa divertentissima tecnica.

I primi ad arrivare però sono altri due pesciolini classici abituè del light rock i ghiozzi la taglia non è eccezionale ma dimostra la grande voracità di questi pesci.

Foto di: Arnaldo Mangolini

Insisto ancora un po’ inizia a farsi tardi intervallo diversi tipi di recupero da lineare a srusciare sulle rocce a saltelli intervallati da piccole pause ,ma niente.

Faccio una piccola pausa mi siedo 5 minuti sul ciglio della banchina mi rilasso un attimo e faccio “riposare lo spot”

Sembrerà una stranezza ma non lo è dopo diversi lanci in un punto è bene fare una piccola pausa o anche cambiare esca perché il pesce dopo alcuni lanci può essere infastidito  e di conseguenza non aggredirà le nostre esche.

Il tempo di una sigaretta e riparto e al secondo lancio una bella botta secca e decisa sul vettino della canna aspetto un secondo e  finalmente ferro dal tirare riconosco subito di cosa si tratta!

Sua maestà ha ceduto al POWER CRAB venendo a coronare una bellissima serata molto piacevole ma non semplice da interpretare ma si sa il bello della pesca è proprio questo non ci sono mai certezze.

POWER CRAB AL MICROSCOPIO

La prima cosa bella è che si tratta di una soft bait completamente biodegradabile cosa non da poco a mio avviso;

Foto: Arnaldo Mangolini

si tratta di un’imitazione di un piccolo granchietto la morbidezza del materiare è incredibile tale da offrirgli u’ottima mobilità che associata al forte realismo e agli amminoacidi presenti nella confezione e mescolati ai polimeri della gomma ne fanno un’esca eccezionalmente polifunzionale.

Adatta a moltissime prede e tecniche dal light rock , al bolentino e perché no anche per la pesca a bolognese, disponibile in varie misure e nei colori red, green, purple e brown.

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