SPIGOLE A GOMMA CON TECNICHE FINESSE

Di: Arnaldo Mangolini

L’estate è ormai scivolata via, lasciando spazio ad autunno e al freddo inverno ed è proprio adesso che ha inizio il periodo migliore per dedicarci alla ricerca della Regina indiscussa delle nostre coste la Spigola.

Le prime piogge, le ore di luce che diminuiscono, le temperature in forte calo e le mareggiate che iniziano a smuovere tutto l’ecosistema marino, ci annunciano che è il momento è finalmente arrivato; mettendo in attività anche gli esemplari più grossi e sospettosi.

Come Fare in Questo Periodo

Insidiare la spigola in questo periodo specialmente con tecniche “finesse” rappresenta per me la massima espressione dello spinning in mare, infatti, la ricerca del branzino dalla riva può regalarci scariche di adrenalina uniche.

Le tecniche “finesse” conosciutissime nel mondo del Bass-fishing si dimostrano fatali anche per la Regina, infatti, un approccio con esche molto leggere, lenze relativamente sottili e canne notevolmente light rispetto a quanto ci si aspetterebbe, riusciremo così ad avere ragione di pesci molto schivi e quasi impossibili da insidiare con altre tecniche.

Foto di: Arnaldo Mangolini

La scelta della giusta attrezzatura da portare con noi sarà determinante se vogliamo partire sin da subito col piede giusto anche perché l’incontro col “PESCE DELLA VITA” non è impossibile.

Un occhio Alle Abitudini e Habitat !

Abitudini e habitat: la spigola è un predatore molto particolare, gregaria nello stato giovanile, mentre da adulta tende a essere solitaria. La sua alimentazione è molto varia troviamo piccoli pesci, anellidi, cefalopodi e crostacei come granchi e gamberetti di cui è particolarmente ghiotta.

Vive in acque temperate e lungo le nostre coste è presente in sostanza ovunque, dalle scogliere ai porti, dagli arenili e fin nelle lagune e foci, infatti, non disdegna il salmastro e tollera benissimo l’acqua dolce, di fatto, la possiamo trovare nei fiumi a diversi chilometri di distanza dal mare.

La riproduzione avviene in pieno inverno da fine dicembre fino a febbraio a seconda dei luoghi e delle condizioni annuali . si riproduce in gruppi, la maturità sessuale avviene tra i due e i quattro anni di età per i maschi e cinque otto anni le femmine.

Vediamo ora l’attrezzatura…

–La canna

riveste la massima importanza, la scelta e soggettiva ma, le qualità che non dovranno mancare sono: leggerezza, sensibilità, un’azione extra fast e un casting medio dai 3 ai 14 grammi.

Anche la lunghezza è molto importante, infatti, la scelta va fatta tenendo conto dei luoghi dove intenderemo andare a pescare; ad esempio pescando da scogliere o in foci dove sono presenti ostacoli nel sotto riva come scogli o rami  un attrezzo più lungo ci aiuterà nell’aggirarli specialmente se abbiamo il pesce “in canna” e una  canna dai sette piedi in su è l’ideale.

La “monopezzo” è l’attrezzo più adatto in grado di esaltare al massimo tutte le caratteristiche menzionate; di contro naturalmente può essere molto scomoda durante il trasporto o gli spostamenti per i vari cambi di spot durante la pescata, inconveniente ovviabile con una due pezzi, la continua evoluzione da parte delle aziende produttrici, con modelli sempre più all’avanguardia, più competitivi e tecnici ha portato a ottimi livelli anche questa categoria di canne.

Foto di: Arnaldo Mangolini

–Il mulinello

un modello di taglia 2500 molto compatto robusto e leggero, a bobina fissa (frizione superiore) e adatto all’utilizzo marino è l’ideale; caricato con filo tracciato di 0,12 mm. al quale con un nodo di giunzione collegheremo uno spezzone di circa 1.5 mt.

di fluorocarbon con diametro compreso tra 0,25 o 0,30 mm. Nulla impedisce a chi non piace il trecciato di usare del semplice nylon in bobina che come vantaggi, potrebbe, grazie alla sua elasticità favorirci nel non slamare ammortizzando le fughe repentine del pesce ma di contro rispetto al trecciato avremmo meno filo in bobina perché il diametro in rapporto al carico di rottura è maggiore e una minore sensibilità sulle mangiate più timide non avendo l’ottimo contatto diretto con l’artificiale come con il tracciato.

La minuteria

nel nostro zainetto non dovranno mancare moschettoni o piccoli snap (utili per sostituire velocemente un artificiale), jig head di varie grammature e di grandezze dell’amo differenti per non trovarci impreparati e riuscire ad affrontare molteplici situazioni, ami off-set (anti incaglio) sia piombati che non e una pinza per slamare il pesce e ovviamente i nostri artificiali.

READ  TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE: IL TRECCIATO

E Quali Artificiali?

Naturalmente a farla da padrone pescando a finesse sono le esche siliconiche “soft-bait”.

Nei negozi più forniti se ne vedono muri e muri di espositori pieni, cosa che può spiazzare i meno esperti prima di partire dal tipo di artificiale facciamo chiarezza su una cosa fondamentale i colori.

Questa scelta è importantissima e va fatta con i giusti criteri perché la spigola è un pesce che sfrutta molto la vista mentre è in caccia e la scelta di una colorazione sbagliata, potrebbe pregiudicare o limitarci nel numero di catture.

Prendiamo in considerazione tre principali elementi:

  • Giorno
  • Notte
  • Limpidezza dell’acqua

ad esempio acqua limpida colorazioni molto naturali e il più imitative possibili del foraggio presente nello spot, mentre acqua torbida durante una scaduta o in ambiente salmastro (foce) colorazioni molto accentuate (bianco, nero, marrone scuro) o fluo (giallo, verde, rosso, arancio).

Lo shad è indubbiamente il “RE” delle soft-bait, esca micidiale dalle mille forme, colori e fogge. E’ caratterizzato da un corpo che può essere liscio o lamellare e da un paddle posteriore (coda) responsabile del nuoto sinuoso simile a piccoli pesci; un artificiale poliedrico, micidiale in quasi tutti gli spot e in molteplici condizioni meteo marine. 

– Il soft jerk molto simile allo shad ma differisce a colpo d’occhio nella coda, infatti, ha la coda a punta e non il paddle, adatto a molti tipi di innesco dalla classica jig head, all’uso spiombato, al drop shot. Nella jerkata può compiere forti sbandate a “zig-zag” imitando un pesciolino in fuga o ferito, ideale quando i predatori sono in forte attività.

worm, crab e shrimp come visto nella dieta di sua Maestà sono presenti anche anellidi e piccoli molluschi; imitazioni di vermi (tipo coreano) o granchietti/gamberetti saranno utilissimi per risolvere la sessione laddove le altre esche falliscono.

Parliamo un Attimo dello Spot…

Come già detto la spigola, possiamo trovarla un pò ovunque, anzi sarà proprio dove non ci aspetteremmo mai di incontrarla, che avremo gradite sorprese.

La foce

sicuramente uno dei luoghi dove la regina non potrà mai mancare; le correnti, l’incontro tra acqua dolce e il mare crea tutti i presupposti e le occasioni nelle quali la regina è solita predare.

Tuttavia la foce non va mai sottovalutata e se si sbaglia momento o l’approccio, la serie di uscite in bianco potrà solo aumentare.

Quali momenti scegliere?

Come per molti altri spot i cambi di luce, alba e tramonto sono momenti ottimali tenendo sempre conto delle maree che influenzano continuamente l’attività di tutti i pesci presenti in questo ecosistema.

Esche vincenti in quest’ambiente possono rivelarsi imitazioni di anguille, che essendo esche molto affusolate, non dovremo avere timore nell’usarle per la grandezza che possono avere, infatti, possono tranquillamente superare anche i 20 cm. di lunghezza e fatte lavorare a contatto sul fondo possono essere davvero micidiali.

Il canneto

altro luogo molto frequentato dalle spigole e dove spesso sono solite risalire alla ricerca di piccoli pesci foraggio che cercano riparo in questo ambiente, qui lo shad può rivelarsi la scelta migliore;

spiombato se avremo pesci in caccia in prossimità della superficie o con jig head per sondare gli altri strati di acqua.

Misure consigliate partendo da minimo 2” fino a un massimo di 5”, scelta che va fatta tenendo conto della taglia del pesce foraggio che noteremo presente in loco.

La spiaggia,

anche qui specialmente la mattina molto presto le spigole sono solite pattugliare vicino la battigia con mare calmo, o nella risacca con mare mosso e scaduta.

Il periodo migliore va da dicembre a marzo qui la spigola può predare durante tutto l’arco della giornata esche ottime sono i soft jerk, perfetti per raggiungere buone distanze anche spiombati un’accortezza di cui tener conto è l’utilizzo di artificiali dai colori vistosi se durante la scaduta/mareggiata l’acqua si presenta torbida.

Un pensiero riguardo “SPIGOLE A GOMMA CON TECNICHE FINESSE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *