TENTACOLI E SPINNING. ECCO A VOI L’EGING!

Nelle tiepide giornate di ottobre può capitare, mentre si passeggia sul mare, di vedere molte barchette a 200 o 300 metri da riva.

Se si ha poi occasione di passeggiare in qualche porticciolo nautico, allora si puó facilmente scoprire che cosa fanno tutte quelle barchette li in mezzo al mare…

Ebbene si, pescano seppie!

Spesso si sente dire “eh..se avessi la barca, quante seppie !” o ancora… “beato chi ha la barca, io a seppie non ci posso andare”

Ma siamo davvero sicuri di tutto ció?

Oggi vi parleremo dello spinning alla seppia e dell’eging in generale!

La stagione

Un caldo e piovoso autunno è finalmente terminato cedendo il passo al rigido inverno ed è proprio adesso che nelle fredde serate invernali spicca una tecnica fresca, giovanile, semplice e alla portata di qualsiasi pescatore valida alternativa alle solite pescate proponendoci uno scenario totalmente nuovo e prede alternative, diverse a quelle alle quali siamo soliti approcciare pescando da terra, stiamo parlando dell’EGING.

Mai visto ne sentito qui in Italia?!

Acquisita dai formidabili pescatori Giapponesi è stata immediatamente stimatissima anche in Italia  per semplicità, qualità delle prede catturabili e la sportività.

Questa disciplina prende il nome proprio dalle esche con la quale viene praticata e cioè gli “EGI”  che in sostanza sono delle imitazioni di gambero, nasce  infatti per la pesca ai cefalopodi “Seppie, Polpi e Calamari” che ne sono molto ghiotti. Siamo di fronte a una tecnica dello spinning in mare un pó particolare, vediamola nel dettaglio…

Attrezzatura: come tutte le altre tecniche di “spinning” non abbiamo bisogno di eccessive quantità di materiali da portarci al seguito, una buona canna,  un mulinello un pratico marsupio per trasportare esche e minuterie e siamo pronti per tuffarci alla caccia di TENTACOLI.

  • Gli egi : volgarmente conosciuti con l’appellativo di totanare sono sprovvisti di ami o ancorotti come qualsiasi altro artificiale,v ma in coda hanno un insieme di spilli ricurvi molto affilati che chiamato  cestello dove i tentacoli delle nostre prede resteranno trafitti. Il corpo nella maggior parte dei casi è rivestito in seta o altro tessuto che li rende lisci o ruvidi al tatto, altre particolarità molto importanti sono iridescenza e fluorescenza proprio poiché pescheremo prevalentemente in assenza di luce e le prede alle quali siamo rivolti hanno una vista particolarmente acuta che usano molto per individuare le loro vittime. Gli egi differiscono l’uno dagli altri per due principali caratteristiche dimensione e velocità di affondamento. Infatti sugli egi troveremo impressi dei numeri che non sono il peso ma indicano le dimensioni:N°2 (6 cm.), N°2.5 (7,5 cm.), N°3  (9 cm.), N°3.5 (10,5 cm.) e N°4 (12 cm.).

  • Le misure più utilizzate sono la N°2.5 e 3 le grammature possono variare in funzione se l’artificiale è affondante o adatto per la pesca a mezz’acqua e quindi più leggero solitamente si riconoscono facilmente perché troveremo dei fori nel piombo che si trova sotto la testa dell’egi. E infine subito nella testa troviamo delle piumette che servono a produrre (seppur minime) delle vibrazioni e a rendere più realistico possibile l’inganno.

  • Canna : la pesca è una continua evoluzione, proprio per questo anche per l’EGING  sono stati creati attrezzi specifici atti a esaltare al massimo l’azione di pesca e il piacere dell’angler. Le canne sono solitamente in due sezioni ad innesto armate con anellature adatte per resistere all’uso marino e allo sfregamento dei trecciati le lunghezze sono comprese tra i 180 e i 250 cm. ; contraddistinte da vettino molto morbido e sensibile, un sottovetta elastico/progressivo e schiena  robusta con una buona riserva di potenza

  • Il vettino iper sensibile sarà importantissimo perché spesso e specialmente le seppie non sempre ci faranno avvertire un vero e proprio attacco poiché non si comportano come dei veri e propri pesci  quindi solo vendo flettere leggermente i primi centimetri della vetta ci accorgeremo  dell’abboccata del cefalopode; l’elasticità del sottovetta ci verrà in aiuto ad esempio con i calamari fungendo da vero e proprio ammortizzatore alleviando le vigorose “sifonate” con le quali cercheranno di contrastarci pompando acqua fuori del sifone e una canna troppo rigida farebbe lacerare e strappare i teneri tentacoli di seppie e calamari vanificando la cattura; ultima ma non ultima è la schiena che non va sottovalutata perché in caso di grossi polpi ci darà una marcia in più per riuscire a staccarli dal fondale

  • Il Mulinello: Per quanto riguarda il mulinello sicuramente  molto più diffusi e utilizzati quelli a bobina fissa ma a mio giudizio anche quelli a bobina conica (frizione posteriore) vanno benissimo; caratteristica importante è la frizione di buona qualità per gestire e “ammortizzare” le sfuriate dei calamari o di grosse seppie. In bobina trecciati ultra sottili di diametri compresi tra 0.04mm e 0.08mm ottimi per fendere bene l’aria in fase di lancio facendoci guadagnare maggiori distanze e farci tenere costantemente il contatto diretto con l’artificiale. Il finale in fluorocarbon o nylon  utilizzando trecciati è d’obbligo nel tempo ho provato vari diametri e  ho trovato lo 0.22 mm eccellente evitando problemi e riuscendo a aver ragione di bei polpi. Ovviamente per iniziare non sarà di certo la canna e il mulinello all’ultimo gridio a farci fare catture una comunissima combo da spinning medio che regga bene e senza sforzo le grammature dei nostri artificiali andrà più che bene. Un lungo guadino è indispensabile per salpare le nostre prede in totale serenità specialmente se peschiamo da alte banchine come nel caso di porti o scogliere; personalmente mi sono trovato molto bene ad utilizzarne un modello ideato per la pesca a street-fishing, telescopico, poco ingombrante da chiuso,lungo quattro metri completamente aperto e dotato di comoda cinghia per tenerlo a tracolla. Il guadino va sempre portato al seguito perché non si sa mai  cosa può regalarci il Mare e in particolar modo tentare di salpare di peso seppie e calamari di peso aumenta incredibilmente la possibilità di vanificare la cattura.
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Diamo un occhio all’azione di Pesca

Seppie, Polpi e Calamari  sono come già detto il target, ma per ognuno di questi bisognerà scegliere il giusto spot, artificiale e azione di pesca.

  • Il polpo sicuramente la preda che  tra tutte è in grado di raggiungere le maggiori dimensioni e capace di mettere alla prova sia i nervi del pescatore sia la sua attrezzatura. L’incontro non è raro produttivi tutti quegli ambienti ricchi di anfratti, rocce e sabbia, porti e scogliere con fondale misto sono gli hot-spot dove andarne alla ricerca. Naturalmente se sceglieremo di impostare la sessione esclusivamente sul polpo innanzitutto potremo salire di diametro sia di trecciato in bobina sia di finale esempio 0.18 0.20 treccia e finale 0.40mm..  il polpo difficilmente si stacca dal fondale per cacciare perciò  sceglieremo egi affondanti e di misura dal N°3 al 4 e li faremo lavorare molto lentamente sul fondo animandoli con leggeri colpetti e recuperati molto lentamente. Il suo aggancio ci sembrerà un incaglio e per essere sicuri che sia realmente Lui basterà mettere appena in tensione la lenza e osservare il cimino, se quest’ultimo vacillerà sarà il segnale che aspettavamo; a questo punto bisogna giocare d’astuzia e anticiparlo evitando che sentendosi pungere dagli spilli del cestello si intani o si assicuri  ad uno scoglio vanificando così la cattura e portando anche alla perdita dell’artificiale; io faccio in questo modo allento la lenza conto qualche secondo e poi all’improvviso do una forte ferrata verso l’alto per far si di coglierlo alla sprovvista e staccarlo dal fondale a questo punto potremo goderci il recupero ponendo sempre la massima attenzione nel guadinarlo.

  • La seppia  per lei è tutto diverso una volta lanciato l’egi possiamo provare diversi tipi di recupero per stimolare la loro aggressività, sia strusciando sul fondo che con delle jerkate tre o quattro in successione, per poi fare un breve stop en go, facendo cosi l’artificiale si muoverà come un vero e proprio gamberone e sarà irresistibile. Spiagge porti e fondali misti con rocce e sono i luoghi da tenere in considerazione per impostare le nostre pescate. Negli spot come le spiagge per ottenere maggiori distanze o anche nei porti dove le batimetriche sono alte sono solito mettere nello snap un piombo a goccia possibilmente bianco colore che è sempre ben visibile in acqua in qualsiasi condizione.
  • I Calamari, la loro pesca è adrenalinica e al contrario di altri cefalopodi non si comportano come delle “buste” infatti la sensazione sarà quella che abbia abboccato un pesce sono davvero divertenti ma dobbiamo porre molta attenzione nel recupero sia perché potrebbero con le loro sifonate liberarsi aiutati facilitati dall’assenza di ardiglioni nei cestelli degli egi e sia perche i loro tentacoli sono molto teneri e potrebbero lacerarsi con facilità. Una volta scelto lo spot con cura inizieremo partendo a scandagliare dall’alto verso il basso cercando di individuare a che batimetrica sono in caccia e una volta individuati il divertimento è assicurato. L’orario migliore nelle fredde sere invernali va da poco prima dell’effemeridi a qualche ora dopo, alternando come per le seppie diversi tipi di recuperi dal lineare alle jerkate a piccole pause. Ponete sempre attenzione a una cosa i calamari si spostano in piccoli branchi se ne slamiamo uno questo scappando e spruzzando inchiostro verrà seguito dagli altri lasciando sterile la zona di pesca e rendendo vane altre catture, ma basterà spostarci di poche centinaia di metri per ricominciare a divertirsi.

Ancora una volta PescaSpinning.Net e il Team AletSpinning ringrazia l’amico Arnaldo del Team Fishing Hook per il fantastico articolo!

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