LIGHT ROCK SORPRESE TRA LE ROCCE

Foto: Arnaldo Mangolini

Quello dello spinning in mare è un universo in continua  evoluzione,   nell’infinità di discipline che lo abbracciano, il light game o light rock fishing ne rappresenta sicuramente un ramo molto interessante e divertente.

Rock che? Per i Meno Esperti…

Acquisita dai pescatori nipponici  e introdotta in  Italia  da qualche anno,  sin da subito, ha suscitato molta curiosità e interesse, una pesca in continua  evoluzione  che richiama  a se sempre più appassionati.

Questa tecnica è in grado di  farci immergere  in un universo di catture che in molti  (me compreso) mai avremmo preso in considerazione, perché proprio là ,in quei luoghi dove eravamo soliti lanciare i nostri artificiali, alla ricerca dei grandi predatori del mare come ad esempio : leccie, Ricciole, Barracuda, pesci Serra, Spigole etc.…  ecco che, proprio li, dove eravamo convinti che davanti a noi ci fosse il deserto non un mare  ecco che il Light Rock ci spalanca le porte di un mondo dai mille colori  con prede che potremmo definire  vere e proprie perle di rara bellezza, che il “Dio” Nettuno  conservava  con riservatezza.

Tra le tante specie possiamo incontrare :

  • Scorfani
  • Perchie
  • Tordi
  • Triglie
  • Ghiozzi
  • Mormore
  • Saraghi
  • Orate
  • Bavose
  • piccoli Rombi
  • sogliole
  • piccoli Carangidi
  • Aguglie
  • Sugarelli
  • Spigolette etc.…
Foto: Arnaldo Mangolini

Tecnica che come ci hanno  “educato” gli amici giapponesi è incentrata sul C.&R. (catch and release) anche perché la taglia delle catture in molti casi è davvero esigua, quindi, di scarso interesse culinario, tuttavia  questo non deve essere motivo di pregiudizio o rinuncia , perché una volta provata questa pesca il divertimento è assicurato.

Dove Pescare a Light Rock

Ovunque possiamo pescare a Light Rock nei moli, pontili, dighe foranee e arenili e scogliere non ci sono limiti. È insomma una tecnica dello spinning in mare molto versatile

Molte aziende ci mettono a disposizione una moltitudine di attrezzature, canne, mulinelli, fili, esche e accessori sviluppati specificatamente per questa disciplina.

Per quanto concerne le canne a farne da padrone sono le classiche due pezzi  e si dividono in due gruppi :

Le Solid Tip e le Tubolar Tip.

Le prime hanno un vettino sottilissimo, in carbonio pieno, talvolta anche in vetroresina estremamente sensibile ; questo tipo di canne sono caratterizzate da un’azione molto “pastosa” e parabolica con un casting medio che va dai 0.5 ai 7 gr dedicate alla pesca con le Soft Bait (esche siliconiche).

Le Tubolar

al contrario sono caratterizzate da un vettino che come suggerisce il nome è tubolare o meglio cavo di carbonio, sempre molto sensibili, sono canne studiate e realizzate per le Hard Bait (piccoli Minnow, W.T.D. e micro Jig).

Il Giusto Mulinello per il Light Rock

II mulinello da abbinare alla canna che sceglieremo  dovrà essere innanzitutto proporzionato per non sbilanciare la canna, le taglie consigliabili variano da un piccolo taglia 1000, fino a un taglia 3000 massimo. 

Consigliabile un mulinello con imbobinamento a spire incrociate che disporrà nella maniera corretta la treccia(filo trecciato) in bobina eliminando il formarsi di fastidiosissime parrucche difficili da districare.

Il trecciato può essere la scelta  migliore anche se i pareri a riguardo sono spesso discordanti,  i vantaggi che ci offre sono molteplici come il forte carico di rottura in rapporto al diametro.

La sua specificità di non essere elastico come il nylon ci aiutandoci a mantenere il contatto diretto con le esche, favorendo la penetrazione di ami e ancorotti sulla ferrata, ci facilitandoci  la percezione anche delle tocche più timide e una durata maggiore in bobina rispetto a altre lenze.

Di contro una minore resistenza all’abrasione rispetto al nylon e/o fluorocarbon, l’assenza di elasticità sotto poderose fughe di pesci importanti se sottoposta a improvvisi stress potrebbe comportare un cedimento al nodo di collegamento con lo spezzone di nylon o fluorocarbon e infine sicuramente sfavorevole il costo, molto superiore rispetto a un qualunque altro filo.

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E Quali Artificiali devo Usare?

Sulle esche possiamo sbizzarrirci non poco; sono davvero tante possiamo dividerle anch’esse come per le canne in due principali gruppi in

  • HARD
  • SOFT Bait.

Diamo un Occhio alle Hard Bait

Le Hard sono le esche “dure”  rappresentate da:  Minnow, Jerk , W.T.D (walking the dog) e Jig tutti di pochi cm il cui peso per ogni artificiale difficilmente supererà i 10 gr..

A seconda del luogo o del tipo di predatore da insidiare utilizzeremo un’esca piuttosto che un’altra.

Il jig si dimostra davvero catturante anche con mare formato o in scaduta sia in scogliera che in porti profondi consentendoci  di raggiungere distanze dove altre esche farebbero fatica ad arrivare.

Il wtd sarà utilissimo e micidiale se riscontreremo attività dei predatori in superficie;

Minnow e Jerk invece ci saranno utilissimi per tutte quelle occasioni in cui i pesci predano nelle prime fasce d’acqua subito sotto la superficie.

Le Soft Bait

Le Soft Bait invece, di gran lunga le più diffuse ed utilizzate, sono: Grub, Shad, Worm e piccole Creature.

Crab e Craw sono imitazioni di granchietti e gamberetti micidiali su un fondale misto roccia-sabbia;

in commercio sono reperibili in confezioni con liquidi amminoacidici e arricchiti ulteriormente da aromi che li rendono decisamente maggiormente appetibili.

Le Creature sono esche in versione miniaturizzata derivanti dal mondo del Bass-fishing;

esche che riescono a indurre l’attacco stuzzicando aggressività e territorialità del predatore, grazie alla grande quantità di vibrazioni che possono emettere in acqua.

Whorm imitazioni di piccoli imitazioni di anellidi (vermi) spesso riescono a smuovere anche il più apatico dei pesci e sono tra le soft bait con le quali si può riuscire a catturare la maggior parte delle specie.Adatti a diverse tipologie di recupero e a tutte le montature del light rock.

Infine gli Shad, un’esca dalle mille forme, colori e fogge. E’  caratterizzato da un corpo liscio o lamellare e da un paddle posteriore(coda) responsabile del nuoto sinuoso simile a piccoli pesci;

un artificiale definibile universale, poliedrico, micidiale in quasi tutti gli spot e in molteplici condizioni meteo marine.

Le montature che possiamo utilizzare a Light Rock

Jig head

È il metodo più utilizzato per semplicità e ampio range  d’utilizzo; ci consente non solo di lavorare a contatto col fondo ma a seconda del tipo di “testina” e dalla forma e in relazione al peso possiamo tranquillamente pescarci anche a mezz’acqua e/o in calata e in spot con batimetriche importanti (scogliere o banchine profonde).

Split shot

è una lenza semplicissima da preparare, legato un amo, a pochi centimetri a monte fisseremo un piombino spaccato di pochi grammi (simile a quelli utilizzati per la pesca al colpo).

Questa lenza ci permetterà di lanciare esche dal peso irrisorio come piccoli whorm pescando a mezz’acqua e nei pressi del fondale dandoci l’opportunità di scegliere con accuratezza la misura del nostro amo; un aspetto molto importante perché molte delle nostre prede hanno un apparato boccale molto piccolo e un amo inadeguato sarebbe molto limitante.

Drop shot

in questo  termine  è racchiusa una tecnica davvero devastante, caratterizzata dall’ amo che legheremo direttamente sul trave e un piombino ad una distanza di circa 35/40 cm.

Il piombo sarà la nostra  base di partenza; sono di due tipi: a sfera e a barile (forma cilindrica), la forma a sfera ci darà un affondamento molto lento ma sarà facilmente incagliabile su fondali rocciosi;

mentre il piombo a forma cilindrica raggiungerà il fondo più rapidamente e minori probabilità d’incaglio.

Foto: Arnaldo mangolini

Le esche maggiormente adatte sono imitazioni di piccoli pesciolini con coda dritta(senza paddle) ma anche Worm e dovremo essere soltanto appuntarli sulla testa all’amo, non calzati per intero per evitando li limitarne il movimento in acqua.

Ora non ci resta che andare a pescare e sopratutto DIVERTIRCI

2 pensieri riguardo “LIGHT ROCK SORPRESE TRA LE ROCCE

  • 13th Aprile 2020 in 4:08 pm
    Permalink

    Ottima descrizione complimenti ancora

    Rispondi
    • 14th Aprile 2020 in 2:24 pm
      Permalink

      Ciao GianLuca,

      Ti ringrazio per il complimento! Ovviamente il merito va ad Arnaldo e al suo approccio frutto di molta esperienza e passione

      Rispondi

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